PIETRASANTA. Il primo round è andato alla Provincia ed è stata Tev a uscire sconfitta. Il ring è stato un’aula del Tar di Firenze e al centro del contendere c’era una determina con la quale Palazzo Ducale aveva chiesto all’azienda che gestisce l’inceneritore di rivedere la composizione del cdr che, prodotto all’impianto di Pioppogatto, viene bruciato dalle due linee di Falascaia,
Il presidente della seconda sezione del Tar, infatti, ha deciso di non ravvisare l’urgenza per annullare in via cautelare gli effetti della determina emanata il 10 maggio dal dirigente dell’ufficio ambiente della Provincia.
Un documento nel quale si chiede a Tev di rivedere la composizione del combustibile che, in arrivo da Pioppogatto, alimenta l’impianto del Pollino.
In sostanza, l’azienda di gestione dell’inceneritore avrebbe dovuto variare in maniera più “fine” la composizione del cdr, sia per quanto riguarda i materiali utilizzati che le dimensioni dei “pezzi” che poi vengono bruciati. È quello che la legge chiama “cdr a specifica”, contrapposto a quello “ordinario” (che comunque la normativa prevede possa essere incenerito).
La decisione, presa per cercare di limitare le chiusure per manutenzione dell’impianto, non è andata giù però a Tev, controllata dai francesi di Veolia.
Che hanno quindi presentato un ricorso al Tar, chiedendo la sospensiva del provvedimento e le misure cautelari: in pratica, una decisione in brevissimo tempo che deve essere presa dal presidente di sezione senza la presenza delle parti. E proprio il magistrato, però, ha dato torto al gestore di Falascaia: secondo il decreto che respinge la richiesta (emesso sabato scorso), infatti, la determina della Provincia non concretizza «una situazione di estrema gravità e urgenza, bensì pregiudizi economici risarcibili». Considerazioni, queste, che vanno ad unirsi con la vicinanza temporale della camera di consiglio per decidere della sospensiva: i magistrati si riuniranno infatti il prossimo 22 giugno.
L’assessore provinciale all’ambiente Maura Cavallaro, da parte sua, si limita a definirsi «soddisfatta» della decisione del Tar fiorentino.
Fonte: Luca Cinotti “Il Tirreno”
La Nazione:
FALASCAIA IL TAR DA’ RAGIONE ALLA PROVINCIA: LA PRESCRIZIONE VA RISPETTATA
Solo ‘cdr’ di qualità nell’impianto di Tev
L’IMPIANTO di Falascaia, gestito da Tev, dovrà utilizzare unicamente il Cdr-Q, detto anche “Cdr in specifica”, di qualità più alta rispetto a quello normale, classificato come rifiuto speciale. Così ha deciso nei giorni scorsi il Tar, che ha rigettato il ricorso presentato da Tev contro questa nuova prescrizione disposta dalla Provincia con una nota del 10 maggio. Con la delibera, infatti, il dipartimento ambiente e risorse naturali della Provincia ha modificato l’autorizzazione che era stata rilasciata a Tev l’8 agosto 2006, imponendo alla ditta di conferire il Cdr in specifica, che ha caratteristiche chimico-fisiche di qualità maggiore rispetto al Cdr normale. La nuova autorizzazione, tra l’altro, scadrà il 3 agosto 2016.
IL CDR-Q è un combustibile ottenuto dalla separazione, lavorazione e ricomposizione dei rifiuti solidi urbani e possiede alcune caratteristiche (alto potere calorifico, ridotte emissioni inquinanti durante la combustione) che lo escludono dal regime dei rifiuti. Tev, rappresentata dagli avvocati Alberto Bianchi e Andrea Fantappié, si è opposta, probabilmente perché in questo modo avrà più scarti da smaltire. Ma la sezione seconda del Tar, presieduta da Maurizio Nicolosi, ha respinto il ricorso.