ROMA - Silvio Berlusconi arriva nel pomeriggio a Viareggio, la città colpita dal disastro. Accolto dalla contestazione di un gruppo di persone, con fischi e urla di “buffone”. Una protesta che coinvolge alcune centinaia di persone; ci sono anche momenti di tensione con la gente che invece lo sostiene. La protesta contro il premier. “Sono stato al telefono finora con Bertolaso - aveva detto Berlusconi in mattinata, da Napoli - abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione”. Ma al suo arrivo le cose si fanno difficili. Un gruppo di cittadini presenti nella zona dell’incidente, in largo Risorgimento, non gradisce la sua presenza e gli grida a lunfo “vergogna”, “vai a casa” e frasi simili. Dopo momenti di tensione tra contestatori e sostenitori, il presidente del Consiglio riceve anche degli applausi, e si dirige poi al Municipio. La visita dura circa 15 minuti. La gente, fuori, continua a protestare. “Nel prossimo Consiglio dei ministri dichiareremo lo stato d’emergenza”, annuncia il capo del governo. Poi esce dal retro. Mentre il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli esce sul davanti, e viene anche lui investito da urla e fischi dalla gente. Che nel frattempo è aumentata-

Maroni elogia i soccorsi. Il ministro dell’Interno, anche lui presente sul luogo del disastro, sottolinea l’opera “dei soccorritori, e la collaborazione tra vigili del fuoco e volontari. I lavori continueranno finché non sarà completata la messa in sicurezza: credo che in giornata si comincerà il travaso del gpl”. Il capo del Viminale aggiunge che “la zona è completamente in sicurezza, e costantemente controllata per evitare conseguenze”. Domani, comunque, il governo riferirà alla Camera.

Fonte: Art. “Repubblica.it”