Addio al Mirto dei Marinai. La motosega taglia via un pezzo di storia della città. Proteste contro l’ abbattimento
postato da Marco Piattelli il 05 Feb 2010
Viareggio. Quando non c’era la moda del lucchetto, a Viareggio i marinai affidavano a un rametto di mirto la promessa d’ amore eterno. il Mirto dei Marinai, in piazza Manzoni, fu poi sostituito da un << platano della memoria>>, che tutti continuarono a chiamare mirto. E ora il platano non c’è più neppure lui: abbattuto dall’ amministrazione comunale. Contro la quale si sta scatenando la tempesta. Il platano-mirto era stato piantato a metà ‘800 e recentemente era stato classificato come piante monumentale grazie all’ interessamento dell’ associazione << Medaglie d’ oro>>, il cui presidente Zeffiro Rossi grida allo scandalo: << Una pianta monumentale non può essere tagliata, va semmai curata se malata. E’ un simbolo della città e della sua storia. Purtroppo questa amministrazione ha già tagliato tre piante monumentali: il vecchio oleandro delle suore Medee, il platano di Inaco al Tiro a Segno e adesso il mirto di pioazza Manzoni. Speriamo che si fermino qui e non abbiano intenzione di eliminare anche la Palma dei Marinai che si trova lungo il canale>>. Legata al mirto di piazza Manzoni c’è una vecchia storia della Viareggio che non c’è più: i marinai corteggiavano le ragazze che facevano le lavandaie lungo il molo. i marinai staccavano un ramoscello e lo lasciavano in una cavità del fusto. La ragazza destinataria del messaggio conservava il ramoscello e lo custodiva. Quando poi il marinaio rientrava in porto dopo settimane o mesi di navigazione, la ragazza lo attendeva sul molo sventolando quello stesso ramoscello. Tutto perduto. E già fioccano le interrogazioni. Romina Cortopassi dell’ Arcobaleno vuol sapere perchè in piazza Manzoni sono state tagliate così tante piante e se la legge ne consentiva l’ abbattimanto. Chiede anche di sapere come sarà smaltito il legno, che se bruciato libererebbe carbonio, mentre consiglia l’ interramento. E chiede: << saranno piantati alberi giovani in sostituzione di quelli abbattuti?>>. Interviene anche Isaliana Lazzerini del PDCI: << Secondo le leggi vigenti le oiante monumentali devono essere protette e nei casi estremi ripiantumate. Il Comune ne ha riconosciute 50 come si legge nel libro del dott. Cavalli, ma anche quelle tagliate anni fa non sono state sostituite. Queale soluzione intende attivare la giunta per rimediare al danno subito?>>. Ma le proteste arrivano anche dal centrodestra. il presidente della Porto SpA Alessandro Volpe chiede alla Giunta: << Lasciate per lo meno il ceppo del plarano centrale, è un pezzo di storia della nostra città. Una ragione ci doveva pur essere se come sostiene Lorenzo Viani ‘i marinai si ostinavano a chiamare piazza del Mirto il Piazzoncino che era davanti al palazzo dei Borbone malgrado che nel centro frondeggiasse un platano dalle rame ritorte come gigantesco candelabro’. Nonostante tutto anche allora quelli delle Regie stanze imposero alla piazza il nome pur stimato di Alessandro Manzoni. Allora come ora per chi ama questa città la ragione dell’ ostinazione dei marinai a prediligere il nome di piazza del Mirto aveva una semplice quanto poetica motivazione, l’ amore tra gli uomini e le donne di Viareggio. La regola del mirto, divenuta consuetudine tra quella gente fiera e dignitosa, aveva dato, dunque, il nome alla piazza. Come accade quando cambiarono il nome da piazza del Mirto ain piazza Manzoni, ora una stupida sega, ancorcgè motivata dall’ irreversibile malattia dell’ essenza platanoide, ha posto fine ad un equivoco. Propongo anch’ io un nuovo nome: piazza della Città senza radici>>.
Fonte: Art. “La Nazione”



massimo ernesto il 05 Feb 2010 alle ore 21:45 #
continuate cosi abbattiamo ma questa giunta non gli alberi, una ne fanno cento ne pensano male