Montezemolo, quando dice che la Fiat con lui alla guida non ha mai ricevuto un euro dallo Stato, è come Pinocchio. Il fatto è che le bugie hanno le gambe corte. Sono cinquant’anni che la Fiat riceve finanziamenti, in via diretta e indiretta, da parte dello Stato e fa ottimi affari con essi, scaricando sulle spalle dello Stato i destini e i posti di lavoro dei suoi dipendenti. Anzi, visto che con la montagna di soldi versati in tutti questi decenni dallo Stato alla Fiat, è lo Stato italiano che può rivendicare a buon diritto di essere il suo socio di maggioranza. Di fronte allo scenario che propone Fiat (chiusura di Termini Imerese e cassa integrazione per tutti i lavoratori del gruppo), l’unica strada che rimane aperta, se la Fiat non recede dai suoi propositi, è la nazionalizzazione dell’azienda, visto che la prima cosa di cui deve occuparsi lo Stato, di fatto azionista di maggioranza, è la salvaguardia dei lavoratori e degli stabilimenti.
così Paolo Ferrero, intanto a Termini la tansione resta alta, stamattina gli operai del reparto montaggio, circa l’80% del personale, hanno abbandonato la linea produttiva e sono usciti dalla fabbrica, unendosi ai sindaci del comprensorio termitano che stanno effettuando un sit-in davanti ai cancelli. Una mobilitazione legata alle notizie arrivate dal vertice romano tra azienda, governo e sindacati (che è stato aggiornato al 5 marzo).

fonte: www.controlacrisi.org