L’Aquila - Il capogruppo del Prc in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, insieme al capogruppo in Consiglio comunale dell’Aquila, Enrico Perilli, e a rappresentanti di comitati di cittadini,ha annunciato di aver presentato un ricorso al Tar contro l’ordinanza del presidente del Consiglio con cui si nominano il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commissario delegato alla ricostruzione post-terremoto, Massimo Cialente vicecommissario e i sindaci dei Comuni del cratere responsabili della ricostruzione nei loro territori.
“L’ordinanza impugnata - ha detto Acerbo - si ritiene illegittima in quanto sovverte i poteri in materia di pianificazione territoriale che norme nazionali e costituzionali assegnano a Comuni e Regioni, inoltre la previsione secondo cui la ripianificazione del territorio comunale spetta ai sindaci, contrasta con lo stesso Decreto Legge 39/09, convertito con Legge, che correttamente attribuisce tale compito ai comuni”.
Stando sempre ai ricorrenti “la stessa nomina di Chiodi e Cialente, quali commissario e vice commissario per la ricostrzuione, e’ stata fatta violando i limiti che la legge nazionale pone in materia di ordinanze”. “Queste - ha spiegato Acerbo - sono consentite ove mirino all’attuazione degli interventi di emergenza, il superamento di quest’ultima consiste nel rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita. La fase della ricostruzione - hanno proseguito i ricorrenti - non puo’ dunque essere oggetto di ordinanza e la stessa gestione dell’emergenza e’ stata realizzata dalla Perotezione civile in violazione di specifiche norme”.
Per Acerbo “quanto previsto dall’ordinanza “comporta, oltre al rischio palese di malaffare e infiltrazioni mafiose, ricadute pratiche sulle prospettive della ricostruzione. Basta pensare - ha proseguito il consigliere regionale - alle linee per la ricostruzione dei centri storici, oggi emanate con estremo ritardo da un anomalo organismo tecnocratico, quale quello denominato struttura di missione, e invece dovrebbero essere oggetto di ragionata e condivisa legislazione regionale”.
Insieme ad Acerbo erano presenti stamane Salvatore La Gatta, consigliere comunale di Rifondazione Comunista a Bussi sul Tirino (Pescara), l’architetto Antonio Perrotti del “Comitatus Aquilanus” e gli avvocati Isidoro Malandra, associazione “Oltre Abruzzi”, e Fausto Corti, che insieme al legale romano Pietro Adami hanno curato il ricorso.

Fonte: AGI