I comitati delle vittime del terremoto, della strage di Viareggio, della frana di Giampilieri, riuniti oggi all’Aquila per ricordare con una fiaccolata i morti di illegalità si sono dati appuntamento dopo le elezioni a Roma per protestare contro il processo breve che mette a rischio le inchieste sulle tragedie dell’Aquila e di Viareggio. L’AQUILA. Tutti a Montecitorio per protestare contro il processo breve. A darsi appuntamento dopo le elezioni, quando la legge che modifica la durata dei processi riprenderà il suo iter, sono i comitati delle vittime del terremoto, della strage di Viareggio, della frana di Giampilieri, riuniti oggi all’Aquila per ricordare con una fiaccolata i morti di illegalità.
“Quando dopo le elezioni ricomincerà l’iter parlamentare del processo breve andremo tutti a Montecitorio per fare sentire la nostra voce contro una legge che mette a rischio tutti i processi, a cominciare da quelli per i crolli del sei aprile” ha detto dal palco Antonietta Centofanti, zia di uno dei ragazzi morti sotto le macerie della Casa dello studente, Davide Centofanti, e portavoce del Comitato vittime della Casa dello studente.

“Il processo breve ci fa paura” ha detto dal palco Daniela Rombi, che ha perso una figlia nella strage di Viareggio. “Perchè non può essere che il 29 giugno non sia successo niente. ci siamo sentiti soli, invece non lo siamo, e siamo qui anche per impedire che con il processo breve non si facciano le inchieste su queste tragedie”

La Centofanti è poi tornata sulle intercettazioni choc dei due imprenditori che si raccontavano che alle 3:32 della notte del sei aprile ridevano nel letto al pensiero degli affari che avrebbero potuto fare con il terremoto. “E’ sconvolgente” ha continuato la Centofanti “che anche il dolore e il lutto siano diventati occasione di lucro e che quella notte mentre noi eravamo ancora nella casa che che crollavano a scavare per tirare fuori i nostri morti quei due squali ridevano e parlavano di affari”.

Il corteo per ricordare i morti di illegalità, al quale hanno partecipato oltre 4000 persone, era partito alle cinque e mezza dalla Fontana luminosa e avrebbe dovuto raggiungere Collemaggio. Solo una delegazione doveva staccarsi per andare alla Casa dello Studente. In realtà quasi tutti hanno seguito la delegazione - composta dai familiari delle vittime della casa dello studente, dai parenti degli altri studenti morti durante il sisma, dagli universitari e da alcuni dei familiari delle vittime della strage di Viareggio - per andare a rendere omaggio alle giovani vittime del terremoto davanti alla Casa dello Studente. Il corteo si è poi ricomposto alla villa Comunale per dirigersi a Collemaggio dove sono ancora in corso gli interventi della associazioni che hanno partecipato.

Davanti alla casa dello studente i genitori dei ragazzi morti il sei aprile hanno deposto
fiori e mimose e hanno lasciato una lettera infilata nella cancellata esterna, in un’atmosfera di fortissima commozione.

Il corteo dopo la sosta è ripartito dalla villa comunale e si è trasformato in una via crucis del dolore, con momenti di raccoglimento spontanei davanti a ogni palazzo crollato il 6 aprile.

Alla manifestazione per ricordare i “morti di illegalità” hanno partecipato anche una delegazione arrivata da Giampilieri e i parenti dei morti della strage del 12 giugno, arrivati da Viareggio con uno striscione con la scritta “32 vittime zero indagati, partita truccata”. “Siamo qui per solidarietà con le vittime del terremoto ha spiegato Riccardo Antonini del comitato assemblea 12 giugno, “ma anche per dire no al processo breve che rischia di cancellare le inchieste sulla strage”.

I familiari delle vittime della Casa dello studente hanno sfilato con uno striscione nero con la scritta bianca “6 aprile 2009 3:32 chi ha ucciso i nostri figli?”. Dietro, le madri con al collo le foto dei figli. Insieme a loro molte persone con in mano dei gigli bianchi che sono stati lasciati davanti alla Casa dello studente. Per la prima volta in piazza ci sono anche i genitori degli altri studenti morti durante il terremoto, quelli che abitavano in case private del centro storico.

In corteo anche la presidente della provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane e il parlamentare Pd Giovanni Lolli che ha sottolineato come la partecipazione di politici e amministratori è “solo a titolo personale”. A via Zara si è unito al corteo anche il sindaco dell’Aquila

Fonte: Art.Marina Marinucci e Laura Venuti “Il Centro.it”