postato da Officina21 il 07 Mag 2008
Chi siamo
Officina21 nasce dall’idea di un gruppo di cittadine e cittadini di Torre del Lago e di Viareggio che provengono da varie esperienze ( sociali e politiche) e che ritengono importante e necessario continuare a fare politica sul territorio come servizio, interesse per gli altri, “fare insieme”.
Il territorio per noi non è una categoria astratta. Territorio per noi è il nostro sistema di relazioni, il senso del vivere, il sentire e l’agire politico, le nostre mappe concettuali, i bisogni e i conflitti. Partire dai territori significa partire da noi stessi. Da ciò che siamo realmente e socialmente. Da qui muovere la politica organizzata. Il territorio ci parla e solo ascoltandolo è possibile costruire un agire politico nuovo, che attraversa le dinamiche della quotidianità e ne accoglie le esigenze.
Vogliamo raccogliere le riflessioni ed esperienze di chi vive “i territori”, tentando di rispondere, collettivamente e concretamente, ai bisogni che esprimono. Il rilancio della sinistra, qui come in Italia, passa anche per l’innovazione culturale ed organizzativa dei partiti che la compongono. E’ necessario, dunque, ricomporre un rapporto orizzontale e dialettico tra i diversi soggetti politici e sociali, basato sul saper ascoltare e sul conseguente saper fare. Ci proponiamo di continuare a fare politica con serietà e la coerenza della nostra storia personale e collettiva.
Tra i nostri riferimenti ideali ci sono quelli della giustizia sociale, della solidarietà, dell’uguaglianza, i diritti,la difesa dell’ambiente,la legalità, e la democrazia espressione della Costituzione Italiana nata dalla Resistenza antifascista.
Abbiamo pensato a Officina21 come uno spazio pubblico, aperto e partecipato. Uno spazio di informazione e di trasparenza, di dibattito convinti, come siamo, che ci sia realmente bisogno della presa di parola e della partecipazione di tutte e tutti per affrontare la stagione difficilissima che abbiamo davanti. Per continuare nel percorso e ricostruire un futuro per la sinistra nelle nostre città e nel nostro paese.
Officina21 mette a disposizione questo sito, legato alle attività del gruppo , che vuole essere luogo di analisi, discussione e proposta politica ma anche di informazione locale e nazionale e di documentazione. Un sito aperto ai contribuiti, agli interventi, alle proposte dei cittadini per essere strumento di democrazia e partecipazione.
Per informazioni o adesioni: info@officina21.net
“Odio gli indifferenti”
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta già costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’é in essa nessuno che stia dalla alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Peciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917


